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'...l'uscita dall'autostrada, il casello, io che tiro fuori la macchina fotografica (e trovo gli occhiali!), un po' prima di svoltare per le due strade, mio padre scocciato che mi chiede
se 'la voglio fare questa foto' e si lamentava che ci avrei messo una vita a tirare fuori la macchina fotografica dallo zaino e io che rispondo vittoriosa che la macchina l'avevo già
in mano. La curva, io nervosa come se fossi al mio prima appuntamento. Il semaforo, spengo il walkman, siamo vicini...Il passaggio davanti alla villa, la svolta a destra nella stradina
che costeggia la villa, il parcheggio, cerco le sigarette nella borsa, scendo, il caldo di fine giugno mi assale. Risalgo per la stradina e mi avvio dove il muro di recinzione diventa
una rete metallica, la prima timida foto, la seconda con la mano che trema. La vergogna di salire sul muretto e aggrapparmi alla rete (ero davanti alla strada provinciale), la paura
di pungermi con il filo spinato e poi le altre foto, il dito che non riusciva a fermarsi...l'ultimo sguardo prima di tornare alla macchina...il ritorno a testa alta' |
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'Ho passato una nottata terribile, non ricordo di aver sognato, ma ogni tanto mi svegliavo per la paura di vedere un fantasma. Ieri sera Luca mi ha raccontato una storia su
quella villa. Mi ha detto che nella fila di alberi (non ricordo se c'era veramente) sì può ancora vedere il cappio dove fu impiccata dal padre una bambina. Mi ha detto che era
impazzito perché la casa era stata costruita su un cimitero. Questa notte pensare a lei mi faceva tremare e rintanare sotto le coperte, ma questa mattina, aperte le persiane
pensando a lei, mi tornava quel senso di tristezza e solitudine. La storia che mi hanno raccontato non credo proprio sia vera, è la classica storia di fantasmi senza
fantasia! Comunque finisco di raccontarla. Se una persona entra nel giardino della villa può sentire le grida disperate della bambina. Una sua amica c'è stata e ha cercato di
registrare le urla ma quando ha riascoltato il nastro ha sentito solo il fruscio che fa la radio quando non è puntata su nessuna frequenza. Classico vero? Mentre mi gustavo il mio
cappuccino ho parlato con il figlio dei proprietari del bar che mi ha detto di non conoscere nessuna leggenda su quella villa ma che è una delle ville più belle della
regione. Quella villa è così bella ma così triste...' |
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'Sono molto nervosa, non so se la mia pressione sia troppo alta o troppo bassa, forse questa mattina ho fumato troppo. Ho pensato tutta la mattina alla villa, ed ero sempre
più agitata, non riesco a definire questo strano stato d'animo. Se devo essere sincera non riesco proprio a capire cosa sia, ora mi sento piena di energie, camminerei per miglia e
miglia, ma quando mi alzo da questa sedia mi sento stanchissima, sarà la pressione, ma com'è possibile che sia così bassa con tutta questa agitazione? Mi sembra di vedere
questo mondo con occhi diversi, tutto più chiaro, come se prima avessi un un velo grigio su gli occhi, non vedevo le cose come stavano, le percepivo ma non le vedevo, erano
lontane e sfocate, ma ora tutto è davanti ai miei occhi. Quella villa, continuo a vederla e il mio cuore fa dei sussulti, piacevoli, molto piacevoli. Perché non riesco a descrivere
questo strano sentimento?' |
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'Il mio santuario sopra le nuvole Ho tutte le gambe tagliate, spero non siano rimaste dentro delle spine... Oggi finalmente l'ho fatto, dopo tanti anni ho saltato il muro e mi sono avvicinata a Lei. E' stata dura e dolorosa la strada per arrivare e io mi sentivo un po' debole e il pensiero di dover attraversare tutte quelle spine mi faceva pensare che forse era un'idea sciocca attraversarle con un paio di texani e un vestitino bianco che non mi arrivava neanche alle ginocchia ma non ho MAI pensato di abbandonare l'idea e tornare indietro. Avrei potuto tornare lì con jeans e anfibi, no io dovevo sudarmela tutta quella strada per poter apprezzare veramente quell'incontro. I texani subito mi hanno dato problemi visto che la suola in cuoio scivolava sul muro e non riuscivo a fare presa per camminare e saltare dall'altra parte, ma proprio vicino a l'unico varco per passare il muro di cinta c'era un gentilissimo signore intento a coltivare il suo orto che mi ha prestato la sua scala che mi ha permesso di scalare il muro. Lo spettacolo che mi sono trovata davanti non era dei più invitanti, rovi ovunque e io che avevo solo i miei stivaletti e un piccolo taglierino per aprirmi una strada e in più avevo un borsa pesante con dentro anche la telecamera e una rosa che spuntava fuori, così tanto delicata da non poter sopravvivere alle grosse spine dei rovi. Ci ho messo un quarto d'ora di taglia e schiaccia per riuscire ad arrivare al prato fiorito, all'inizio andavo piano stando attenta a tutto ma man mano che mi avvicinavo a Lei il lavoro diventava più frenetico e il dolore delle spine che mi entravano nella carne stava scomparendo, ero lì, pochi passi mi separavano da quel perfetto e morbido prato poi Lei, solo Lei, la cosa più vicina al paradiso. Quando finalmente le spine erano finite mi sono sentita in un posto che non apparteneva a questo mondo, il mio santuario sopra le nuvole. Piano mi avvicinai a lei e allungai la mano per fare quello che da tanto tempo desideravo, toccarla. Era calda, un calore che non può aver ricevuto dal sole, un calore buono che mi ha riportato alla vita, ho sentito rinascere i miei sogni e la mia anima tormentata ha toccato la pace che tanto aveva cercato, ero diventata luce nel buio dei miei incubi. Ero viva. Il senso di pace mi ha accompagnato per tutta la scoperta dei giardini del mio santuario e ancora adesso sento il suo calore su di me. C'è forse un significato a quello che ho fatto oggi? E' stata forse una lezione che Lei ha voluto insegnarmi? Non bisogna arrendersi di fronte alle difficoltà e cercare di realizzare i propri sogni anche se la strada che porta a loro è piena di spine alte quasi quanto te che ti feriscono la carne, che i problemi per quanto sembrino insormontabili farsi forza e scavalcarli, guardare oltre a quel mare di spine e vedere lì davanti a te il tuo sogno disteso su un prato fiorito che aspetta solo te. Mi hai mostrato il cammino, mi hai dato la forza e il coraggio per alzarmi e ricominciare a seguire i miei sogni, la strada sarà dura e difficile ma se non provo non arriverò mai a raggiungerli, ho ancora paura del futuro ma passo dopo passo cercherò di diventare quello che desidero essere.' |