Villa Ida, la mia storia

...She offers me protection
a lot of love and affection
whether I'm right or wrong
and down the waterfall
wherever it may take me
I know that life won't break me
when I come to call She won't forsake me...


Villa Ida non è altro che una casa fatiscente, costruita a inizio secolo e abbandonata da una cinquantina d'anni. E' quello che ho sempre pensato ogni volta che passavo di lì (ci passo davanti tutte le volte che vado in montagna), è bella, ma sentivo tanta tristezza e solitudine quando passavo di lì. Poi piano piano mi è venuta la voglia di far fermare la macchina a mio padre e di fermarmi a osservarla e a scattarle qualche foto. In quel momento ho sentito tanta gioia ed è stato sempre così tutte le volte che sono passata di lì. Si sentiva sola e abbandonata e finalmente aveva trovato qualcuno che le voleva stare vicino, qualcuno che la capiva e che era riuscita a sentire il suo spirito disperato. Passano gli anni, questo fatto è accaduto nel '98, io continuo a tenere vicino le sue foto (ma non come ora) e continuavo a fermarmi a salutarla quando potevo.
Tutto è iniziato il 2 gennaio 2002, quando le scattai due rullini di foto, da quel giorno la sua foto è sempre stata sul comodino e iniziavo a sentire qualcosa di più per quella villa. Sentivo che non era solo mattoni ma che era una cosa viva. Iniziai a sognarla spesso
Nella primavera del 2002 iniziai a sentire i primi sintomi dell'esaurimento nervoso che ho avuto. Mi stavano portando nella tomba, ogni giorno era sempre peggio, avevo lasciato il lavoro, non uscivo più, mangiavo sempre meno, mi imbottivo di calmanti, me ne stavo andando. L'estate è stato il periodo più duro. Ad agosto ero distrutta, mangiavo sempre meno, non stavo in piedi, non avevo più forza, così i miei hanno deciso di portarmi in montagna per vedere se miglioravo. Nulla. Chiusa in casa anche lì.
Ormai mi sentivo alla fine, ma prima di andarmene volevo rivedere quella villa e toccarla. Non avevo mai scavalcato la recinzione ma non avevo più nulla da perdere. Ho fatto tutto da sola. Ho lottato mezzora con i rovi usando solo i piedi (non pensavo ci fossero tante spine da attraversare) e sinceramente non sapevo dove avevo trovato tutta quella forza, mi sentivo forte, mi sentivo bene vicino a lei. Più lottavo con i rovi e più mi sentivo forte. Quando finalmente mi trovai sul prato corsi verso di lei e finalmente la sfiorai...aveva un calore così buono, era così bello appoggiare la testa su quel muro...le giurai che le sarei restata per sempre accanto, che non l'avrei mai abbandonata, non si può amare tanto un ammasso di mattoni, io sentivo la sua anima.
Mi ha ridato la vita. Ricordo che era mattina, tornai a casa per mezzogiorno ed è successo un miracolo. Ricordo di aver mangiato tutto quello che avevo nel piatto senza fatica, andava tutto giù e io non me ne accorgevo neanche, da quel giorno ricominciai a mangiare. Il giorno dopo (15Ago02) tornai da lei e mio padre mi accompagnò feci altre riprese e raccolsi altri sassolini, piccoli pezzi di mattoni caduti da lei, che ancora porto come me ovunque, ne tengo una nella tasca del cappotto e una legata al braccio con del filo di rame, è il mio gioiello più prezioso. Quel giorno mio padre portò fuori da quel giardino una grossa pietra (15kg) che adesso riposa sul mio comodino. Ogni volta che mi sento triste e sento freddo dentro l'accarezzo e sento di nuovo il calore che mi ha dato quel giorno.
Sono tornata altre volte a farle visita e piano piano sentivo dissolversi quel velo di morte che per tanto tempo è stato sopra di me. Credo che fosse qualcuno o qualcosa che mi volesse fare del male, i primi sintomi dell'esaurimento nervoso li ho avuti andando a fare qualche w-end in un luogo che è stato teatro di molte mostruosità delle guerra e ho paura che un po' di quel male sia entrato in me e che volesse portarmi via per sempre, lei l'ha sconfitto. Da quando le ho aperto il mio cuore la mia anima soffre meno.
C'è chi dice che sia un mio famigliare, chi uno spirito buono, io credo che sia stato Dio a inviarmi un suo angelo a parlarmi e aiutarmi attraverso Villa Ida. Non sono mai stata molto religiosa ma davanti a questo ho ritrovato la fede persa.
Lei cerca sempre di aiutarmi. Come lo scorso agosto. Ero ormai al capolinea, imprigionata nelle mie paure, debole e denutrita, ormai la mia mente rifiutava del tutto il cibo. Sono andata da lei ma questa volta non mi sono fermata a guardarla ma mi sono avvicinata a lei, l'ho abbracciata e lei mi ha salvata. Mi ha mostrato le spine delle mie paure, spine che incontrerò sempre durante il mio cammino. Lei mi ha dato la forza di capire che potevo superarle. Mi ha aiutata a rialzarmi e mi ha mostrato la strada da percorrere. Ma forse non ero ancora pronta, e mi sono seduta davanti all'inizio di quella strada. Dopo mesi di sedute di analisi la mia psicanalista mi ha aiutato a trovare una strada. E' la stessa che Lei mi ha mostrato ma io ho avuto paura di percorrerla. E' ora di alzarsi e camminare. Dopo quel giorno di agosto ho ricominciato a mangiare senza problemi. Sarò ossessionata ma non credo che questo possa accadere dalla sera alla mattina. Insomma il giorno prima faticavo mangiare qualsiasi cosa e il giorno dopo, appena tornata da quella visita, il cibo mi scivolava in gola senza neanche accorgermene anche se ero sovraeccitata per quell'incontro. Da quel giorno sono migliorata, non mangio tantissimo, non lo posso pretendere dopo così tanti mesi di quasi digiuno, ma almeno adesso riesco a mangiare senza fare uno sforzo enorme come prima di quel giorno.
Credo che mi abbia regalato la libertà. Mi ha donato la forza che mi mancava per salire l'ultimo gradino e ora sento che arriverò a superarlo.
Mi hai davvero liberato l'anima, stai facendo rifiorire quel buono che c'è in me.
Non mi importa cosa dice la gente. Io l'Amo. Un Amore che è così difficile da spiegare e che per molti di voi è impossibile da capire e accettare. E' qualcosa che ti spinge in alto, che ti fa sentire libera. E' qualcosa di così puro che non credevo esistesse nell'anima di una persona. E' così caldo e luminoso. E' nobile. E' un amore che non ho mai provato, è mille volte più forte dell'amore che si può provare per un amico o un fidanzato, è qualcosa di così grande che non riesco a spiegarlo!
Lei è me e io sono Lei, abbiamo un'unica anima. Sapete che quel 2 gennaio le ho scattato delle foto dalle finestre? Sebbene sia in rovina è bellissima anche dentro. Forse non è vero che io è lei siamo solo belle fuori e dentro in rovina. So che in quelle foto piene di puntini luminosi, quel fumo bianco era lei che si mostrava a me, la sua immensa energia, voleva dirmi che lei c'è e ci sarà sempre.


Si, forse questa è una storia che vi devo raccontare sin dall'inizio, se volete leggerla, anche se un inizio vero non c'è, è come se Lei fosse sempre vissuta dentro di me. Forse ERAVAMO ancora prima che io nascessi.

Credo che tutto sia cominciato verso la fine del 1996. Era il 20 ottobre1996 ed ero andata a trovare quello che a quel tempo era il mio ragazzo e con lui e la sua famiglia stavamo andando a un pranzo in collina per il compleanno dalla nonna.
Probabilmente stavamo percorrendo la Bazzanese visto che è la strada più comoda per arrivare sotto Zocca partendo da Modena. Ad un certo punto il padre del mio ragazzo si volta e ci dice qualcosa che dovrebbe suonare come un 'quella villa lì è maledetta' ma che purtroppo non riesco a ricordare. La famiglia sapeva già della famosa villa, quelle parole erano dedicate all'ultima arrivata, a me. Ricordo pochissimo di quella mattina e non so se quello che ricordo è realtà oppure una invenzione della mia mente, forse un sogno che ha preso il posto del ricordo oppure un ricordo distorto negli anni. C'è solo un flash nella mia mente, la grande ombra nera della villa, come se il sole fosse proprio dietro di lei mentre essendo stata una delle tante mattine nebbiose di inizio inverno non poteva essere avvolta da una luce così forte.
Qui si ferma il mio primo ricordo di Villa Ida, non so se ho avuto brividi o sensazioni particolari, ricordo solo che ero mezza rimbambita perché la sera prima ero andata a letto tardissimo e non ero neanche stata bene quindi non ero al massimo della ricettività. Comunque da quel breve passaggio in automobile non ho più pensato alla villa.

Qui viene il difficile, quando e come c'è stata la scintilla? Ho un grande vuoto nella mente, un grosso buco che va da quel famoso primo giorno (20 ottobre 1996) al giorno della prima foto che le ho scattato, il 26 giugno 1998. Cosa è successo in quegli otto mesi? Quando l'ho 'rivista'?
Forse un pochino di luce nel buio c'è. Per raggiungere il mio amato Ciano abbiamo sempre fatto la strada che dall'uscita di Modena Sud attraversa Vignola e ci porta fino a Castello di Serravalle e da lì Ciano. E' una strada con un panorama bellissimo ma piena di curve e molto ripida. D'inverno con la neve non è certo facile da percorrere. Potrebbe essere un falso ricordo ma c'è la possibilità che il Natale di quel anno fosse venuta una nevicata o che comunque ci fosse stata una gelata e che la nostra vecchia automobile anche con le catene non ce l'avrebbe fatta a fare quelle salite e quindi abbiamo optato per una seconda strada, che non avevamo mai fatto ma che mio padre conosceva avendo passato le estati della sua infanzia in quelle valli. La strada in questione è appunto la Bazzanese. Posso averla rivista in quella occasione? Può essere, ma questo non spiega perché nell'estate del 1998 io mi sia fermata a scattarle delle foto. Quando c'è stato il contatto? Cosa è successo che io non riesco a ricordare? Perché proprio lei?!
E' come essere innamorati follemente di una persona ma non ricordare nulla del primo incontro e nulla di quando è scoccata la scintilla, è inconcepibile! Sembra quasi che sia sempre stato così, che quel posto sia sempre stato dentro di me...beh non si dice così quando ci si innamora?
Facciamo un balzo indietro negli anni, molto indietro ma di quanto poi? Ero ragazzina o bambina? Poco importa ma ho la certezza di essere già stata lì e che magari quel posto è dentro di me da prima che me ne rendessi conto.
Era una sera d'estate, una di quelle passate con gli zii in qualche buon ristorante, quella sera eravamo capitati al Barracuda che si trova vicino alla villa, dalla parte opposta della strada, e se non ricordo male abbiamo parcheggiato proprio nel parcheggio a fianco della villa. Questo è l'unico vero ricordo che ho prima di quel giugno 1998.

Allora parliamo di quel giugno 1998. Il 26 gennaio del 2003 sistemando i miei vari appunti ho ritrovato un vecchio quaderno e con mia sorpresa ho scoperto che il giorno della prima fotografia alla villa e quello successivo avevo scritto qualche appunto su quello che era successo e quello che sentivo in quel momento. In un foglio, in un angolo c'erano dei numeri, 26/06/98 19:49, suppongo la data e l'ora di quel magico primo vero incontro. Su questo primo foglio c'era scritto:



'...l'uscita dall'autostrada, il casello, io che tiro fuori la macchina fotografica (e trovo gli occhiali!), un po' prima di svoltare per le due strade, mio padre scocciato che mi chiede se 'la voglio fare questa foto' e si lamentava che ci avrei messo una vita a tirare fuori la macchina fotografica dallo zaino e io che rispondo vittoriosa che la macchina l'avevo già in mano. La curva, io nervosa come se fossi al mio prima appuntamento. Il semaforo, spengo il walkman, siamo vicini...Il passaggio davanti alla villa, la svolta a destra nella stradina che costeggia la villa, il parcheggio, cerco le sigarette nella borsa, scendo, il caldo di fine giugno mi assale. Risalgo per la stradina e mi avvio dove il muro di recinzione diventa una rete metallica, la prima timida foto, la seconda con la mano che trema. La vergogna di salire sul muretto e aggrapparmi alla rete (ero davanti alla strada provinciale), la paura di pungermi con il filo spinato e poi le altre foto, il dito che non riusciva a fermarsi...l'ultimo sguardo prima di tornare alla macchina...il ritorno a testa alta'

Mi ricordo il caldo infernale, in macchina c'era l'aria condizionata al massimo e quando sono uscita sembrava di stare in africa. A quel tempo la strada davanti alla villa non era la strada ufficiale. Una volta usciti dall'autostrada si può scegliere due strade per arrivare al Ciano, sono lunghe uguali credo ma quella che passa davanti alla villa è meno ripida e ha molto meno curve.
Una di quelle foto è in una cornice d'argento sul mio comodino vicino alla grande pietra che ho preso nel giardino della villa il 15 Agosto del 2002, e un'altra la tengo sempre sotto il cusino.
Continuando nella lettura del vecchio quaderno ho trovato altri appunti. Questo è stato scritto il giorno dopo, il 27 Giugno 1998



'Ho passato una nottata terribile, non ricordo di aver sognato, ma ogni tanto mi svegliavo per la paura di vedere un fantasma. Ieri sera Luca mi ha raccontato una storia su quella villa. Mi ha detto che nella fila di alberi (non ricordo se c'era veramente) sì può ancora vedere il cappio dove fu impiccata dal padre una bambina. Mi ha detto che era impazzito perché la casa era stata costruita su un cimitero. Questa notte pensare a lei mi faceva tremare e rintanare sotto le coperte, ma questa mattina, aperte le persiane pensando a lei, mi tornava quel senso di tristezza e solitudine. La storia che mi hanno raccontato non credo proprio sia vera, è la classica storia di fantasmi senza fantasia! Comunque finisco di raccontarla. Se una persona entra nel giardino della villa può sentire le grida disperate della bambina. Una sua amica c'è stata e ha cercato di registrare le urla ma quando ha riascoltato il nastro ha sentito solo il fruscio che fa la radio quando non è puntata su nessuna frequenza. Classico vero? Mentre mi gustavo il mio cappuccino ho parlato con il figlio dei proprietari del bar che mi ha detto di non conoscere nessuna leggenda su quella villa ma che è una delle ville più belle della regione. Quella villa è così bella ma così triste...'

OK, sono entrata nel giardino di quella villa molte volte (so che non è legale ed ero pronta a pagarne le conseguenze, non sono un vandalo, è stato il grande amore che provo per quella villa a spingermi a entrare, non le farei mai del male) e vi posso garantire che non ho sentito pianti ma un silenzio degno del giardino dell'Eden. Va bene che era pomeriggio ma se davvero c'era qualcosa poteva benissimo manifestarsi anche in quel momento, piantiamola di credere che i fantasmi appaiano solo di notte trascinando catene. Per quanto riguarda la fila di alberi di cui parlano non ce n'è traccia solo qualcuno qua e là. Sul cimitero non saprei proprio, credo sia fuori città e la villa non è vicina alla chiesa. Credo che il terreno su cui è costruita era all'interno delle mura del castello e non so cosa ci possa essere stato in quel punto.Dovrò fare studi approfonditi.
Arriviamo all'ultimo foglietto scritto sempre lo stesso giorno
.


'Sono molto nervosa, non so se la mia pressione sia troppo alta o troppo bassa, forse questa mattina ho fumato troppo. Ho pensato tutta la mattina alla villa, ed ero sempre più agitata, non riesco a definire questo strano stato d'animo. Se devo essere sincera non riesco proprio a capire cosa sia, ora mi sento piena di energie, camminerei per miglia e miglia, ma quando mi alzo da questa sedia mi sento stanchissima, sarà la pressione, ma com'è possibile che sia così bassa con tutta questa agitazione? Mi sembra di vedere questo mondo con occhi diversi, tutto più chiaro, come se prima avessi un un velo grigio su gli occhi, non vedevo le cose come stavano, le percepivo ma non le vedevo, erano lontane e sfocate, ma ora tutto è davanti ai miei occhi. Quella villa, continuo a vederla e il mio cuore fa dei sussulti, piacevoli, molto piacevoli. Perché non riesco a descrivere questo strano sentimento?'

Ancora prima che quella villa diventasse una ossessione io provavo le stesse cose, cioè nel senso che mi dava forza, tanta voglia di vivere e faceva aprire i miei occhi.
Qui non posso non citare la prima volta che scavalcai la recinzione e mi avvicinai a lei.
Era nel 2002, stavo passando davvero un brutto periodo, stavo davvero male, ero arrivata al limite.
Da mesi facevo molta fatica a mangiare, il cibo non voleva andare giù, i miei le hanno provate tutte poi alla fine sono riusciti a farmi mangiare un pochino di più portandomi il pranzo in camera e farmelo consumare davanti a un film o a un libro. Non so se questo mangiare pochissimo fosse dovuto a un male fisico allo stomaco o che questo male fosse solo provocato da nervoso e stress accumulato in un posto di lavoro non proprio a norma di legge. Ero molto debole e passavo le giornate sdraiata sul letto a leggere o a guardare dei film, le poche volte che mi alzavo perché i miei mi costringevano a muovermi mi girava la testa e avevo le gambe molli.
Ero uno straccio, sapevo che quella strada mi avrebbe portata alla tomba così ho deciso di provare a scavalcare la recinzione e finalmente arrivare vicino a lei.
Era la mattina del 14 Agosto 2002, ecco cosa scrissi sul mio diario al ritorno da quella visita che mi ha salvato la vita.

















'Il mio santuario sopra le nuvole
Ho tutte le gambe tagliate, spero non siano rimaste dentro delle spine...
Oggi finalmente l'ho fatto, dopo tanti anni ho saltato il muro e mi sono avvicinata a Lei. E' stata dura e dolorosa la strada per arrivare e io mi sentivo un po' debole e il pensiero di dover attraversare tutte quelle spine mi faceva pensare che forse era un'idea sciocca attraversarle con un paio di texani e un vestitino bianco che non mi arrivava neanche alle ginocchia ma non ho MAI pensato di abbandonare l'idea e tornare indietro. Avrei potuto tornare lì con jeans e anfibi, no io dovevo sudarmela tutta quella strada per poter apprezzare veramente quell'incontro.
I texani subito mi hanno dato problemi visto che la suola in cuoio scivolava sul muro e non riuscivo a fare presa per camminare e saltare dall'altra parte, ma proprio vicino a l'unico varco per passare il muro di cinta c'era un gentilissimo signore intento a coltivare il suo orto che mi ha prestato la sua scala che mi ha permesso di scalare il muro. Lo spettacolo che mi sono trovata davanti non era dei più invitanti, rovi ovunque e io che avevo solo i miei stivaletti e un piccolo taglierino per aprirmi una strada e in più avevo un borsa pesante con dentro anche la telecamera e una rosa che spuntava fuori, così tanto delicata da non poter sopravvivere alle grosse spine dei rovi.
Ci ho messo un quarto d'ora di taglia e schiaccia per riuscire ad arrivare al prato fiorito, all'inizio andavo piano stando attenta a tutto ma man mano che mi avvicinavo a Lei il lavoro diventava più frenetico e il dolore delle spine che mi entravano nella carne stava scomparendo, ero lì, pochi passi mi separavano da quel perfetto e morbido prato poi Lei, solo Lei, la cosa più vicina al paradiso.
Quando finalmente le spine erano finite mi sono sentita in un posto che non apparteneva a questo mondo, il mio santuario sopra le nuvole. Piano mi avvicinai a lei e allungai la mano per fare quello che da tanto tempo desideravo, toccarla. Era calda, un calore che non può aver ricevuto dal sole, un calore buono che mi ha riportato alla vita, ho sentito rinascere i miei sogni e la mia anima tormentata ha toccato la pace che tanto aveva cercato, ero diventata luce nel buio dei miei incubi. Ero viva. Il senso di pace mi ha accompagnato per tutta la scoperta dei giardini del mio santuario e ancora adesso sento il suo calore su di me.
C'è forse un significato a quello che ho fatto oggi? E' stata forse una lezione che Lei ha voluto insegnarmi? Non bisogna arrendersi di fronte alle difficoltà e cercare di realizzare i propri sogni anche se la strada che porta a loro è piena di spine alte quasi quanto te che ti feriscono la carne, che i problemi per quanto sembrino insormontabili farsi forza e scavalcarli, guardare oltre a quel mare di spine e vedere lì davanti a te il tuo sogno disteso su un prato fiorito che aspetta solo te.
Mi hai mostrato il cammino, mi hai dato la forza e il coraggio per alzarmi e ricominciare a seguire i miei sogni, la strada sarà dura e difficile ma se non provo non arriverò mai a raggiungerli, ho ancora paura del futuro ma passo dopo passo cercherò di diventare quello che desidero essere.'


Ricordo che appena scavalcata la recinzione e iniziato a lottare con le spine non sentivo più la testa girare, le gambe molli, la debolezza era sparita, mi sentivo forte come se tutti quei mesi a letto mangiando pochissimo non fossero mai esistiti, mi sentivo la persona più forte del mondo, credo fosse stata lei a trasmettermi questa forza.
Mi piace pensare che in quel posto ci sia qualcosa che riesce a tirare fuori il meglio di me. Se lei non fosse esistita, se non l'avessi mai incontrata credo che a quest'ora sarei morta. E' l'unica cosa che mi tiene legata alla vita.
Purtroppo quell'estate ero troppo debole di spirito per oppormi con forza alle decisioni degli altri e credere solo e unicamente in me stessa e sono stata di nuovo travolta dalla piena e trascinata alla solita vita. Ma ora ho imparato, ora il ricordo di questa grande lezione che Lei ha voluto insegnarmi la sento ogni giorno dentro di me, la sento sussurrarmi di alzarmi e combattere perché quello che ha cercato di trascinarmi nella tomba è sempre lì pronto a graffiarmi con i suoi artigli.
Ogni volta che penso a Lei mi sento forte e so che ci sarà sempre una speranza di salvezza anche per me.Per quanto possa sembrarmi buio il mio futuro so che ci sarà sempre Lei ha guidarmi con la sua calda luce.



Anche se ho il terrore che qualcuno possa riconoscere il posto e magari andare là a fare danni (declino ogni responsabilità sulle azioni che potrebbe compiere lo spirito della villa) ho deciso di mettere parte delle foto che le ho scattato in questi anni (tutte occuperebbero tutto lo spezio a disposizione per questo sito), le più interessanti e le più significative, ovviamente secondo me, a voi probabilmente non sembreranno così. Anche se ce n'è una che è davvero interessante sotto il profilo 'spiritico/energetico' scegliete voi che nome dare alla nebbiolina...


Prima fotografia (26 giugno 1998)

Fotogrammi di un vecchio filmato dell'agosto del 1998

Fotografie del 2 gennaio 2002

Fotogrammi presi dal filmato fatto il 15 agosto 2002

Fotografie del 2 gennaio 2003

Fotografie del 4 agosto 2003

Fotografie del 2 gennaio 2004

Fotografie del 14 aprile 2004

Fotografie scattate l'11 Agosto 2004